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martedì 12 marzo 2013

Io non so scrivere, lo facevo per mia madre - Giovanna Podetti

“ERO DIVENTATA COME IL VENTO SOTTILE IN INVERNO, CHE BUSSA, 
FASTIDIOSO, PER POTER ENTRARE.”  




Che fare per parlare del mio libro!? Mi sembra, di dover cercare di farVi giungere un fremito della mia stessa essenza! Per fare ciò, è come mi stipassi in un tubetto di dentifricio… per poi provare a uscirne in modo fluido, costante e con la giusta essenza!! Difficile dire se, ciò che voi gusterete.. sarà  fragola o menta… l'importante è ..che sarà veramente ciò che io sono, o ciò che io cerco di trasmettere! Alchimia, fortuna, bravura!! Mah!! Si vedrà! Tuttavia ci provo... il mio nome è Giovanna, e...
dopo tanti scritti iniziati e lasciati nel classico cassetto, quest’ultima creaturina, ha voluto prendere forma! E’... un diario, un insieme di capitoli semiseri, molto spesso amari, a volte dolcissimi, sul dolore di non essere visti e amati fin dalla nascita, con tutto il caos che ne può conseguire! Il titolo è "Io non so scrivere, lo facevo per mia madre!” e prevede un primo piccolo capitolo completamente bianco, che suggerisco poi di usare come diario…e la seconda parte  (che è poi il libro effettivo), chiamato: “Parole NOTE e sconosciute DELLO SCRITTORE!” come scrivo in un punto  “Nelle pagine bianche ci sono emozioni e parole, lavate dal pianto accorato di quei bimbi non amati!” e “ eh si, il bianco può rivelare davvero molte sorprese!” Ora non voglio aggiungere qui altre frasi  che preferisco siano viste nel contesto, ma... Se questa mia presentazione vi ha incuriosito...  potete sempre continuare a stupirVi leggendo il resto!!! E... d'altronde , in fondo, questo libro il suo lavoro nel mio cuore l’ha già svolto, rimettendo le cose al loro giusto posto… almeno per me!!!
Giovanna Podetti
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Siete mai stati sulle montagne russe più alte del mondo? Potete farlo ora, leggendo il libro di Giovanna Podetti. E non stiamo parlando in senso metaforico, anche se il viaggio, effettivamente, non è fisico. Si parte da una situazione di sorda e strisciante sofferenza, insicurezza, rabbia e totale mancanza di autostima. Più o meno la normalità, quindi. Poi, improvvisamente, veniamo a trovarci davanti ad un bivio: percorso avventura. 
E bisogna decidere. L’autrice ha scelto di entrare. Volteggi, capitomboli, rischi, ammaccature, lacrime. Da qui nasce la donna nuova. Un testo straordinariamente trascinante, allegro, vivace, che ironizza perfino sul dolore, senza sminuirlo, e che si siede accanto a noi per parlarci come un vero amico.


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