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mercoledì 10 agosto 2011

Le Influenze della Luna (Estratto dal Libro "Luna - dalla Mitologia alla Scienza" di Alessandro D'Angelo e Maria Lo Mastro - Edizione Templari)

Le ipotesi di un'influenza astrale sul mondo organico, ha avuto le sue origini sin dai tempi più remoti proprio perchè l'uomo non riusciva a dare spiegazioni a tanti fenomeni della vita umana, animale e vegetale.
Nacque così sempre di più il convincimento che l'influenza di alcuni astri fosse all'origine non solo all'alterazioni psico-patologiche, ma anche di incidenti, di ferite, di traumi o anche di lesioni varie specialmente quando le malattie o gli incidenti presentavano una certa periodicità.
Fra tutti gli astri, la luna, col suo alternarsi delle fasi, attirò maggiormente l'attenzione degli studiosi.
Plinio il Vecchio (nato il 23 d.C. 79) e Plutarco ( 47 d.C. e morto nel 127 d.C), asserirono, ed oggi le loro idee sono seguite da molti, che la Luna eserciterebbe un influsso in due modi poichè avvicinandosi saturerebbe la terra e i corpi ed allontanandosi li svuoterebbe.
Da qui le varie precauzioni prese da contadini, massaie, pastori ecc. : fare alla Luna crescente tutto ciò che deve crescere e prosperare come seminagioni, piantagioni ecc. e fare a Luna calante tutto ciò che deve morire o essere distrutto: raccolta, potatura, castrazione di animali, taglio dei capelli ecc..
La Luna sembra influenzi anche la generazione umana, la maturità sessuale di alcune specie di animali marini, Tale relazione non era sfuggita agli antichi tanto è vero che Aristotele (nato nel 384 e morto nel 322 a.C.), asseriva che i ricci di mare al tempo del plenilunio, hanno le ovaie più sviluppate ed aggiungeva che la Luna fa crescere le ostriche.
Gli antichi vollero attribuire all'influenza della Luna persino casi di morte repentina.
La tosatura e la monta delle pecore sono effettuate ovunque secoondo le fasi lunari.
Gli antichi egizi consideravano impuro il maiale che si accoppiava a Luna calante.
Il medico inglese Richard Mead (1673-1754), nel suo libro "De imperio Solis ac Lunae in corpora humane", riferisce che molte malattie presentano una certa periodicità in rapporto con le fasi della Luna: vertigini, affezioni isteriche, paralisi, epilessia, febbri epidemiche e addirittura il colera. Egli scrisse inoltre, prima di Mesmer in favore dell'ipotesi dell'influenza degli astri sulle funzioni del corpo umano e sulle sue malattie, ed all'epoca sembrava ragionevole che, come la Luna causa le maree, cosi' potesse alterare il flusso dei liquidi corporei. Non si deve dimenticare che gli umori erano pur sempre al centro del pensiero medico e che pertanto ad una ipotetica "marea" del sangue venissero attribuiti ruoli e poteri molto grandi.
Oggi sappiamo che oltre all'azione della Luna, anche il Sole esertita esercita la sua influenza sulle maree producendo un ellissoide simile, ma meno pronunciato di quello prodotto dalla Luna.
Ed è solo all'epoca del plenilunio che le due onde: Lunare e Solare, coincidono sommandosi danndo luogo alla marea Lunisolare.
Illustrando la vita delle piante, va ricordato che il nostro satellite fu chiamato "L'Imbuto della natura" dagli antichi alchimisti.
I contadini sono del parere che lo sviluppo erbaceo del frumento è grande quando si semina a Luna Nuova e quindi si ha un notevole sviluppo di foraggio a scapito delle spighe di grano.
Plinio il Vecchio, nel suo trattato di Storia Naturale, afferma che il grano da vendere deve essere raccolto durante la Luna Piena perchè, nel tempo che precede il novilunio il grano aumenterà notevolmente di volume, mentre quello che il contadino vuole conservare, deve essere raccolto a Luna Nuova poichè così rimane esente da tarli e corruzioni.
Il taglio degli alberi deve essere fatto durante la Luna Calante poichè durante la crescente, è ricco di linfa e il legno si putrefà facilmente.
Per il travaso del vino, i contadini si attengono non solo alla regola della Luna Calante, ma , come per il taglio degli alberi, attendono la Luna del solstizio d'inverno.
Inoltre, il vino effettuato in due lunazioni: cioè fra la fine di una lunazione e il principio della seguente, non si rischiarerà, verrà quindi meno ricco di alcool etilico, quindi più soggetto a guastarsi.
Come è facile intuire, la Luna ha un'influenza anche sull'atmosfera terrestre: quanto ho scritto è avvaloratio da molti studi approfonditi che si attuarono intorno alla metà dell'XVIII secolo da famosi studiosi che conclusero che: "La Luna non muoverebbe le acque, se prima non avesse mosso l'aria che vi è di mezzo".
Il matematico e filosofo Dalambert, con altri studiosi ammise l'esistenza di una marea aerea o atmosferica. La Place, fondatore della meccanica celeste, ci ha lasciato una formula che consente di calcolare le maree atmosferiche causate dalla Luna
Le osservazioni eseguite a Parigi per la durata di 80 anni, dimostrano che tale influenza faceva oscillare il barometro di solo un 18/esimo di mm.; osservazioni poi confermate dal nostro Casoni all'Università di Bologna.
Altre influenze lunari si hanno sui terremoti, sulle eruzioni vulcaniche e sul magnetismo terrestre.
La Luna provoca anche delle maree sotterranee nel nucleo intorno alla terra supposto liquido: dall'urto di questa massa contro la crosta terrestre, avrebbero origine i terremoti.
Il fisico francese Jacques Babinet (1794 morto nel 1872), prendendo in considerazione ben 47,790 scosse di terremoto, riscontrò che queste presentavano un massimo al perigeo ed un minimo all'apogeo con due massimi nelle sigizie (novilunio e plenilunio) e due minimi nelle quadrature (primo ed ultimo quarto). Secondo alcune ricerche, il maggior numero di terremoti si verificherebbe all'epoca del Novilunio. Su queste probabili influenze, Olman ( ) esprime il parere che l'attrazione della Luna sugli strati terrestri potrebbe anticipare o addirittura provocare una rottura d'equilibrio nelle rocce, i cui strati sotto la pressione causata dalla contrazione terrestre, si trovano continuamente in equilibrio instabile che tende a divenire stabile da un momento all'altro.
Ne segue, che quando la terra non ha più elasticità per poter sopportare l’influenza lunare, essa finisce con il rompersi dando luogo a terremoti che coincideranno con le posizioni del Sole e della Luna.
In California si è osservato un’abbondanza di plancton nelle acque dolci per le alghe al tempo del plenilunio.
Il dottor Petterson, studiando le variazioni della pesca delle arringhe nel Katgat (Europa, mare del Nord), in base a statistiche di pesche comprendenti ben 150 anni, ha constatato una periodicità di pesche abbondanti ogni 18,7 anni circa: valore che coincide con lo spostamento dei nodi lunari (distanza che collega l’ ellissi della terra intorno al Sole e l’ellissi della Luna intorno alla terra).
Per proseguire l’escursus delle curiosità sulle influenze lunari, bisogna ricordare come i cinesi credevano che le maree fossero prodotte dal respiro della terra; per essi il mare rappresentava il sangue e le maree le pulsazioni.
Nel Mediterraneo, a differenza dei grandi oceani, il fenomeno delle maree, assume un lieve innalzamento ed abbassamento delle acque. Aristotele, attribuiva al flusso e riflusso delle maree alle Colonne d’Ercole ed alla conformazione della crosta terrestre..
Plutarco e Strobeo, immaginavano l’atmosfera terrestre estesa fino al di là della Luna e ruotante insieme alla terra nello spazio di un giorno: questo fatto avrebbe dato luogo alle maree.

Leggere Dante  nel canto del  XVI del  Paradiso , vv.  82-83-84:
<<82 E come 'l volger del ciel de la luna
83 cuopre e discuopre i liti sanza posa,
 84 così fa di Fiorenza la Fortuna>>.
Da questi versi è spiegato che la luna, ruotando attorno alla terra determina le maree).
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Mentre Galileo Galilei (1564 morto nel 1642), attribuiva il “fenomeno delle maree” eslusivamente al movimento della terra. Solo in seguito, , con Newton e Laplace, si ebbe la dimostrazione matematica come il “fenomeno delle maree” fosse causata dalla mutua attrazione della Luna e del Sole.
Il complesso fenomeno né inoltre modificato dalla superficie terrestre, e, se ne possono riferire degli esempi: nei mari aperti l’onda è più bassa: alle Antille essa non oltrepassa i 40 cm., mentre all’isola di Sant’Elena arriva sino ad un metro, lungo alcune coste , specialmente nelle insenature, l’onda di marea acquista notevoli notevoli altezze, sino ad arrivare sino a 16 metri nel Canale di Bristol e addirittura 21 metri nella baia di Fundy (Scozia).
Nei luoghi a fondo dolce declive, la marea acquista un movimento orizzontale abbastanza ampio, sicché dopo il ritiro delle acque, grandi estensioni rimangono all’asciutto: ricordiamo la laguna di Venezia, dove la marea raggiunge i 90 cm. di altezza.
In alcuni tratti la marea dà luogo a vortici impetuosi e pericolosi ed è questo il caso dello stretto di Messina, dove per questo motivo furono impersonificati i due mostri marini di Scilla e Cariddi .

In prossimità delle foci dei grandi fiumi, si verifica che le acque marine irrompono nell’eustario producendo una corrente ascendente in contrasto con quella del fiume.
A proposito dell’influenza della Luna sui venti, Bouvard e Schubler affermarono che durante l’ultimo quarto, prevalgono i venti provenienti da tramontana e da levante, mentre dal novinulio al primo quarto, soffiano o venti di mezzogiorno e di ponente.
Il vento che soffia durante la Sigizie dell’equinozio primaverile, se spira da levante o da levante verso tramontana lascia buon tempo per i mesi primaverili di aprile, maggio e giugno che saranno asciutti. Al contrario, se il vento spira da ponente verso mezzogiorno, forte e costante si accumulerà una gran quantità di vapori e si avrà la stagione piovosa fino all’estate.
Questa dinamica vale per l’equinozio di autunno: se questa stagione sarà piovosa e nessuna perturbazione provenienti dalle regioni fredde, verrà a mutare le condizioni metereologiche, si potrà dire:
"<<Alla Luna di settembre
altre 7 lune s’inchinano>>"

La Luna dunque, influenza anche la pioggia e i temporali: tra gli aforismi più noti citiamo il seguente:
“La Luna mangia le nubi”, cioè il plenilunio scaccia le nuvole, e l’altro aforisma latino
“quarta quintae qualis, tota Luna talis” che significa quale sarà il cielo nella quarta ora del quinto giorno di Luna (100 ore dopo il novilunio), tale si manterrà per tutta la lunazione.
Per quanto riguarda i temporali l'astronomo e meteorologo italiano Toaldo da Padova, 1719 deceduto il 1797)
catalogando un numero notevole di procelle, era del parere che un turbamento dell’oceano aereo o atmosferico, viene prodotto dalla Luna durante le Sigizie e nelle posizioni apogee e perigee; mentre lo Schiapparelli, trovò che il numero dei temporali è più frequente durante la Luna calante che la crescente.
Oltre che con i terremoti, si è tentato di fare un raffronto con l’attività del Vesuvio e le fasi lunari. Dai documenti grafici delle più importanti eruzioni vulcaniche notturne raccolte dal dottor Palmieri, risulta che la Luna non era presente.
Il che significa che la maggior parte delle eruzioni vulcaniche avviene o nel novilunio o nel plenilunio, dato che non si vide mai un grafico con la luna falcata.
Nei lunghi periodi eruttivi avvenuti dopo l’installazione dell’Osservatorio vesuviano si è notato come i maggiori aumenti o decrementi di lava si verificano in coincidenza delle Sigizie.
Questi fatti comunque, non costituiscono un dogma.

Oggi è accertata scientificamente l’influenza della luna sul magnetismo terrestre già ipotizzata da Kreil nel 1839 e successivamente messa in dubbio; ed è stato provato che ogni giorno le oscillazioni magnetiche passano per due valori minimi e due valori massimi.

Il Menuret riferisce che il pesce esposto alla luna perde il suo sapore ed è per questo che gli spagnoli lo chiamano “allunato”; i muli feriti e lasciati dormire alla luna vanno incontro alla mioastenia fino a perdere l’uso delle membra.
Le ostriche, le conchiglie e i crostacei in generale, scrive Plinio, crescono e scemano secondo le fasi lunari.
Perfino la formica smette di lavorare tra la vecchia e la luna nuova e si comporta invece da stacanovista con la Luna piena.
Le sorprese non mancano mai: nel campo vegetale, come è risaputo vi sono fiori che girano ugualmente verso la Luna come verso il Sole.

 di Alessandro D’Angelo 
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